Con tutto quello che sta succedendo in Italia è facile perdere di vista ciò che sta accadendo a Gaza. All'improvviso non se ne parla più nei notiziari se non in maniera marginale. Ha smesso di essere il fatto del giorno ma, mentre i riflettori sono puntati altrove, gli illeciti, i soprusi, le prevaricazioni continuano.
Solo che non ne parliamo come se questo silenzio, di fatto, annullasse la tragedia palestinese, ridimensionasse il numero dei morti e dei feriti, collocasse in un'altra dimensione la realtà triste e sporca di una guerra vile e ingiusta.
Per questo motivo grazie all'iniziativa di una cara amica e blogger è nata “talk force for Palestine”, un modo per favorire la “continuità dell'informazione”. Aderire è semplice, sia con un proprio blog o attraverso l'iscrizione al gruppo su Facebook, l'importante è costruire una catena. Se si possiede un blog e si ritiene che l'iniziativa meriti l'attenzione, basta pubblicare un post pro Palestina sul proprio sito, avendo cura di aggiornare l'elenco degli "incatenati".
L'inizio della catena:
Guerrilla Radio
Samie-The Observer
Mario Badino
Canesciolto
Gruppo Falastin
Jacopo Venier
Secondo Protocollo
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